Cicala o formica?
Se in fondo al cuore ci sentiamo formiche, è inutile che ci sforziamo di cantare. E’ una fatica insensata. Se la nostra è un’anima da formiche, la felicità non ci viene dal cantare, ma da altro. Per esempio dal trovare un lavoro che ci piace, dal fare progetti per il futuro, dal sentirci tranquilli. Dallo stare sereni nel proprio buco con la pancia piena sapendo che fuori infuria la bufera. Al contrario, se nasciamo con il DNA della cicala vivere da formica è un tormento. Vuol dire mortificarsi giorno per giorno. Vuol dire sentirsi prigionieri. Essere costretti a progettare un futuro che ci interessa meno del qui e ora.
(Luciana Littizzetto, Rivergination)
Tantissimi auguri per un meraviglioso anno nuovo a tutte le cicale e le formiche... si dice che il 7 porti fortuna, io vi confido!
In questi ultimi giorni mi arriva via mail solo spamming, pensate che ogni volta mi illudo che siano comunicazioni interessanti, invece no. Le mail che vorrei ricevere restano sempre nell'oblio del non-detto, quelle che vorrei inviare sono costrette a tacere. Io sono forte, posso farcela. Ho scelto il silenzio e ora devo andare sino in fondo.
Non mi resta che urlare qui, sempre sottovoce.
I giorni di festa mi rendono malinconica e mandano in letargo anima e cervello.
La vigilia, come da consolidata tradizione, sono andata alla messa di mezzanotte nella chiesa che più conosco al mondo, era piena ma meno gremita di altri anni, io ero con i miei amici e ad un certo punto ho fatto l’errore di guardarmi intorno… persone del passato sono apparse, alcune più felici, altre più calve, quasi tutte poche gradite. Se ho dato volontariamente un taglio netto a quel periodo un motivo c’è e mi sono chiesta per quale ragione tutti gli anni mi faccia subire questa autotortura, ma al masochismo non c’è fine. Subito dopo mi sono ritrovata ad osservare la gente immediatamente intorno a me e mi sono resa conto delle numerose coppiette felici, per fortuna c’era al mio fianco la mia amica filosofa, che è nella mia stessa scialuppa. Istintivamente mi giro e le dico che questo è l’ennesimo natale sola, lei mi guarda negli occhi e mi risponde che anche lei lo sa quanto sia difficile. Alla fine, come da copione, ho incontrato il mio spasimante di una vita nella piazza, quest’anno l’ho dribblato, non ce la facevo proprio a essere ipocrita… questo tipo sono almeno sei anni che ha un debole per me, per quanto io ci abbia messo un bel po’ a capirlo. Due anni fa proprio dopo la messa di mezzanotte mi dice che se mi va possiamo vederci qualche volta dopo la messa della domenica, io come una stronza da manuale sono scoppiata a ridere e me ne sono andata. Tutte le volte che lo incontro per caso ripenso a quel secondo e ancora riderei, chiedendomi come gli sia venuto in mente di propormi la messa… non tanto per il sapore antico del gesto, quanto per il fatto che se c’è una cosa di cui sono certa è il mio ateismo, vado alla messa di natale perché mi piace l'atmosfera, anche se ho l’impressione che quest’anno sia stata l’ultima, per il retrogusto amaro che mi ha lasciato.
Ho ripensato a tutto ciò e mi sono detta che anche se spesso è difficile essere single in fondo è anche una scelta, non ho mai voluto scendere a compromessi con me stessa (non ancora perlomeno) e ogni cosa ha il suo prezzo... e io lo sto pagando. Giusto o sbagliato che sia la realtà non cambia.
E giovedì rimpatriai.
Mercoledì sera è terminata all’insegna delle lacrime, i canadesi sono partiti e non torneranno a Liège, è stato triste e inevitabile.
L’ultima notte belga non ne voleva sapere di finire, ma finalmente l’alba giunse e dopo ore di attesa atterrai in un tramonto milanese.
Così incomincia questo capitolo, tra i colori vermigli di un hinterland sconosciuto, all’aeroporto gli unici uomini della mia vita mi attendevano, soli 180 km mi dividevano da quel piccolo mondo antico a cui sono inaspettatamente legata.
Venerdì mattina ero già su un treno per Torino, la città mi è mancata e sorprendentemente anche coloro che vi ho incontrato, è stato confortante vedere l’immutabilità del tempo di certi luoghi, la gentilezza dell’addetta alla presidenza, la mitica segretaria con gli occhiali e l’incompetenza perenne dell’ufficio erasmus.
Il ritorno in provincia è stato meno lineare, ho rivisto tutti i miei amici e tra gli abbracci sinceri sono spuntate le domande… le richieste di racconti. Eccezionalmente sono rimasta senza parole (e io solitamente sono logorroica), l’incapacità di traduzione delle emozioni si è impossessata di me e la mancanza d’energia mi ha portato a glissare e rimandare, forse comandata anche dal timore che non possano davvero comprendere l’esclusività dell’esperienza, per loro quattro mesi sono passati in un soffio, per me sono stati una vita, un cambio di prospettiva e di punto di vista. Io sono rimasta fondamentalmente la stessa, ma ovviamente “tutto” non mi è passato sopra senza lasciare tracce… alcune positive, altre negative, tutte razionalmente inaspettate.
Tornare a casa è stato naturale, l’impressione che ne ho oggi è solo di essere di nuovo al mio posto, credo che non sia necessario essere altrove per essere felici o, of course, infelici.
Tornare qui, nella provincia ai confini con il Texas, sotto la volta celeste finalmente stellata è stata un’emozione impagabile e per certi versi irraccontabile.
Buon Natale
dopo 4 anni oggi è il primo in cui non mi fanno piangere... spero che sia un segno di buon auspicio!
Les avions pourront décoller à Charleroi et Bierset
Mise en ligne le 20-12-2006 17:43
Les syndicats de la fonction publique wallonne renoncent au blocage des aéroports de Bierset et de Charleroi. Les avions pourront donc décoller. "Nous serons présents pour distribuer des tracts. Pour Bierset, on ne veut pas mettre à mal une situation économique. Pour Charleroi, nous ne souhaitons pas nous attaquer aux personnes qui partent en vacances", a expliqué Jean-François Magotte, secrétaire permanent de la CSC services publics qui s'est également dit déçu de la non-réaction du gouvernement wallon.
Le blocage des aéroports n'aura pas lieu, mais les syndicats comptent profiter de la présence, à l'aéroport de Bierset, vers 17 h, de responsables économiques et politiques wallons pour faire entendre leurs revendications.
Le mot d'ordre de grève est par ailleurs maintenu. Une manifestation démarrera du boulevard du nord à Namur, ce jeudi 21 décembre vers 9 h 30. Le cortège se rendra au Gouvernement wallon. Quelques actions escargots seront menées sur les routes et autoroutes wallonnes par des véhicules du MET qui se rendront à Namur. Entre 10 h et midi, les camions d'épandages et les voitures de régies bloqueront quatre ronds-points namurois. La manifestation sera entièrement terminée vers 14 h. Certaines voies fluviales seront également bloquées de 6 à 22 h.
Les syndicats mettent en garde. Si aucune réponse ne leur parvient, des actions plus dures, avec un blocage complet des routes, autoroutes et aéroports pourraient intervenir.
Oggi giornata di panico, uno sciopero previsto per il 21 dicembre incombe, pare che sia stato parzialmente revocato, ad ogni modo quando si dice la fortuna... speriamo di riuscire a partire.
Avant de partir
Domani è l'ultimo giorno, giovedì pomeriggio prenderò un aereo e rientrerò nel Belpaese.
Venerdì mattina, Trenitalia permettendo, intorno alle 10 sarò accolta dalle grandi braccia di Torino Porta Nuova. Mai avrei immaginato di sentirne così tanto la mancanza.
Domani avrò molte cose da fare... in particolare salutare i miei tre amici canadesi, per loro è davvero l’ultimo giorno d’erasmus, per me è solo l’ultimo del 2006.
Prima di partire per un lungo viaggio...
Prima di partire per un lungo viaggio
Porta con te la voglia di non tornare più
Prima di non essere d'accordo
Prova ad ascoltare un po' di più
Prima di non essere da sola
Prova a pensare se stai bene tu
Prima di pretendere qualcosa
Prova a pensare a quello che… dai tu
(Irene Grandi)
“Su, non arrivare demoralizzata, che non è il caso.”
A volte è dalle persone da cui meno te lo aspetti che ricevi la parola giusta, merci.