Sono a Toronto. Stop. Sana e salva. Stop. Viaggio lungo e coda all'ufficio immigrazione anche. Stop. Oggi me ne sono andata in giro come una turista. Stop. Da domani si vedrà. Stop. Mie notizie presto. Stop.
La vita di ognuno di noi è il viaggio di un eroe, e la tua non fa eccezione. Hai cominciato una ricerca epica da quando hai capito che il tuo destino non è molto diverso da quello degli altri, ma che hai dei compiti specifici da realizzare mentre insegui alcuni sogni a lungo termine che hanno un senso solo per te. Ti capita, però, di perdere di vista il quadro generale, a volte per mesi. Probabilmente ti fa piacere concentrarti sui dettagli quotidiani senza dover pensare a dove sarai tra qualche anno. Tuttavia, Scorpione, è arrivato il momento di cambiare atteggiamento: presto comincerà una nuova fase del tuo viaggio. [Internazionale]
Mercoledì parto, vi terrò aggiornati...
Urlosottovoce ha appena spento tre candeline e io nemmeno me ne sono ricordata.
E' proprio vero, pare che questa blog-storia d'amore stia per concludersi.
Urlosottovoce è nata tre anni fa dalla mia curiosità per il blog-mondo e dall'esigenza di trattare il tema nella tesi di laurea triennale, poi la scrittura si è consolidata con il tempo, le relazioni inter-blogger mi hanno trattenuta per lungo tempo nei panni di Urlo. Ora la laurea magistrale mi induce a riflettere sul grande cambiamento che sta subendo la mia vita, ormai i vecchi abiti di Urlo mi stanno stretti, anche le scarpe più belle quando iniziano a far male vanno dismesse.
E' stata una blog-storia d'amore intensa, che mi ha aiutato per tanto tempo, mi ha permesso di esprimermi e farmi conoscere, ma sta finendo, forse è giunta l'ora di voltare pagina, aprire un nuovo blocco intonso e ricominciare a scrivere in modo diverso, più maturo, più consapevole.
Meno urlato e meno sottovoce.
Dopo tutti questi mesi di lamenti, finalmente ieri è stato il grande giorno. In poco meno di trenta minuti tutto è finito, sono stata proclamata dottoressa magistrale con 110. Sorrido e piango. Ho scattato le foto di rito e poi via.
Breve, ma intenso.
Devo scrivere. Ne ho fisiologicamente bisogno. Solo che dovrei ultimare il discorso e non ne ho nessuna voglia, so che non è importante, che il più del lavoro è fatto, che discutere è più che altro una formalità, che tutto è già deciso. Però, ciò non toglie che qualcosa dovrò ben dire giovedì mattina davanti alla commissione super specialistica che mi proclamerà dottoressa magistrale (non bocciano, vero?).
Inoltre, essendo che partirò tra un mese abbondante, mi sono ritrovata a dover risolvere tutta una serie di cose, tra visite mediche di controllo, il rinnovo del passaporto, alla conclusione di alcune faccende ormai aperte da troppo tempo. In particolare, una in riferimento a un sito web e una committenza che non dava cenni di volermi pagare, dopo ben sei mesi ha avuto il buon cuore di spiegarmi la ragione di questo sfruttamento, dopo avermi dato nell’ordine dell’arrogante, dell’egocentrica, di una che non merita referenze e altre cose che sto cercando di dimenticare. Giusto per condire con un po’ di nervosismo questi giorni già decisamente all’insegna della schizofrenia. Bene, vi saluto con isteria e rimando ulteriori commenti post lauream.
Ossequi.
Forse non avevo mai abbandonato il mio blog per così tanti giorni, almeno non recentemente.
Una serie di motivi mi hanno portata a questo punto: la voglia di rendere la mia vita meno pubblica, il bisogno di staccarsi un po’ dal computer, burocrazie da sbrigare, questioni da risolvere e mille cose da fare, prima della laurea e della successiva partenza. Ebbene sì, riparto.
Il 27 agosto. Quasi due anni dopo l’esperienza erasmus in Belgio. Ancora all’estero, ma in un altro continente. Mi sembra tutto così irreale, è un’opportunità fantastica, sarò oltreoceano sino alla fine di febbraio, nell'altra America a nord del confine, e ora, che ho prenotato l’aereo, assume davvero consistenza. Sono piena di entusiasmo per questa nuova avventura, ma mi fa anche paura. Forse vorrò tornare prima di quei sei mesi previsti, può essere che sia un totale fallimento o la scelta della mia vita. Chi vivrà vedrà.
Il 27 agosto parto per il Canada, destinazione Toronto.
Milano, San Siro, 4 luglio 2008
Il Liga non è esattamente economico, però volevo proprio rivederlo live, dopo sei anni, ammetto che è sempre in splendida forma, come ha confermato lo striptease finale!!!
Sotto il sole cocente di questo 27 giugno mi apprestavo a leggere il Venerdì di Repubblica. Ormai la mia totale incapacità di concentrazione su qualsiasi pezzo di carta emerge dopo 30 secondi. Per questa ragione più che leggere il Venerdì lo sfogliavo. Le pagine giravano quasi da sole, quando, nemmeno ricordo in quale parte, mi cadde l'occhio su un piccolo trafiletto che segnalava un nuovo sito web:
Cine1.it.
Questo sito permette di vedere gratuitamente un numero limitato di film in lingua italiana, l'unico
pagamento da effettuare è la visione di un spot pubblicitario che precede la pellicola. Il servizio è ancora in fase sperimentale, se in Italia andrà bene verrà esteso ad altri paesi europei, e richiede la registrazione obbligatoria, ma se dovesse funzionare, potrebbe davvero rivoluzionare la fruizione del cinema via web?
Provare non costa nulla.
Web-assente per lunghi otto giorni, avevo da fare cose, vedere gente e bisogno di disintossicarmi dal pc.
È stata un’intensa settimana, costellata da varie attività, tra le quali: visita dal medico e analisi del sangue, primo bagno al mare della stagione e prima nottata danzante alla Spiaggia Dorata, il falò di San Giovanni e la divertente pizza con i colleghi del corso d’inglese, le pratiche per il rinnovo del passaporto e le partite dell’Italia, una casa da vendere nel lontano Canavese e una Fiesta da riparare (o da rottamare?).
Ancora nessuna data di laurea [laurea il 17 luglio], caldo afoso e il computer in mansarda.
Mille pensieri diversi. Nessuna voglia di scrivere.
La scorsa notte ho sognato G, è strano perché razionalmente non pensavo a lui da mesi, probabilmente dall’ultima volta in cui ho toccato l’argomento con una mia amica, la quale mi ha comunicato che G ha una ragazza [conosciuta in un gruppo di catechismo, ndr].
Tra me e G non avrebbe mai funzionato, sebbene ci fosse un percorso comune di crescita all’interno di un determinato ambiente cattolico, eravamo troppo diversi. E poi lui non mi piaceva.
Nel sogno le cose andavano in modo diverso. G mi faceva una differente proposta e io reagivo in modo diverso, meno da stronza per esempio (
la versione reale è stata descritta a suo tempo). E si usciva insieme, perché, anche se persino in sogno io ero riluttante, lui mi faceva sentire amata.
Era davvero evidente che si era innamorato di me, nella realtà intendo. E per me è stata davvero una strana sensazione, perché è l’unico ragazzo che sia mai stato palesemente e perdutamente innamorato di me. Non mi era mai successo, né tanto meno si è mai ripetuto. E mi sento anche in colpa se penso a quanto io l’ho fatto soffrire.
Forse ho fatto quel sogno perché domenica sera i miei amici [maschi] sostenevano che l’unico teorema che funziona in amore è quello dell’omonima
canzone di Marco Ferradini.
Prendi una donna trattala male
lasci che ti aspetti per ore
non farti vivo e quando la chiami
fallo come fosse un favore
fa sentire che è poco importante
dosa bene amore e crudeltà
cerca d’essere un tenero amante
ma fuori dal letto nessuna pietà
E allora sì vedrai che t’amerà
chi è meno amato più amore ti dà
e allora sì vedrai che t’amerà
chi meno ama è il più forte si sa
E forse è davvero così.